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Richieste per i prestiti personali da record: mai così bene da prima della crisi

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Già l’aggiornamento periodico del Barometro CRIF di fine marzo aveva fotografato una situazione più che eccellente per il settore del credito al consumo, rivelando che il primo trimestre del 2018 ha registrato una decisa crescita delle richieste dei prestiti personali, con un +2,4% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

Sempre dal CRIF arriva la conferma dell’andamento positivo segnalato, con i due rapporti di aprile e maggio sulle interrogazioni di richieste di prestiti da parte delle famiglie che segnano percentuali ancora più incoraggianti con maggio, soprattutto, che segna un +6,9% rispetto lo stesso mese dell’anno scorso e un complessivo 3,3% sul periodo più lungo (gennaio/maggio); aumenta anche l’entità dell’importo medio che viene richiesto, che con 9.966 Euro arriva a sfiorare il tetto delle cinque cifre, anche grazie all’impennata dei prestiti non finalizzati che toccano il record di 13.178 Euro medi erogati per ogni contratto andato a buon fine.

Perché tutte queste sono buone notizie? Perché da sempre l’economia di un paese si misura anche dalla vivacità dei consumi e quando questi sono fermi e congelati, come è successo negli ultimi anni, il denaro non circola e i mercati stagnano. L’incremento dei prestiti è, quindi, un ottimo indice di maggior vitalità dell’intero settore, poiché testimonia una maggior fiducia nel futuro da parte dei consumatori e anche una più solida credibilità creditizia dei clienti, i quali superano con più facilità le, a volte un po’ troppo rigide, verifica da parte degli istituti di credito.

Se poi ci si sofferma sul fatto che è cambiato anche il tipo di prestito concesso e sono sempre più numerose le richieste di finanziamenti per fare un acquisto di un bene o servizio non considerato proprio essenziale, si comprende come l’ottimismo degli esperti del settore sia assolutamente da condividere anche da parte di chi, come noi, se ne intende un po’ meno.

Fino a non molto tempo fa, infatti, ci si rivolgeva a una banca o a una finanziaria quando si doveva ristrutturare una casa, pagare spese mediche improrogabili o mandare i figli all’università, esigenze, insomma, che non potevano essere rimandate, mentre oggi si chiedono, ad esempio, oltre 4.000 Euro per andare in vacanza o circa 13.000 Euro per acquistare un’automobile nuova, esigenze importanti da soddisfare ma non impellenti come le precedenti.

C’è da sottolineare che in questo panorama restano, però, stabili le erogazioni della cessione del quinto pensionati, particolare strumento finanziario che viene concesso a chi ha già maturato il diritto alla pensione e non ha mai conosciuto crisi, anche perché ha sempre seguito regolamentazioni diverse e un iter più snello, essendo dedicato a una particolare categoria di consumatori.

I dati che vi abbiamo descritto finora sono così importanti anche perché rappresentano uno dei migliori valori registrati negli ultimi dieci anni e ci fanno ben sperare che forse è arrivato davvero il momento di abbassare le difese e di aprirsi a un atteggiamento di maggior fiducia nei confronti del futuro.

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