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Per la prima volta l’Oscar va ad un film straniero “Parasite” del regista sudcoreano Bong Joon Ho

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Parasite del regista sudcoreano Bong Joon Oh, si è portato a casa ben 4 statuette, oscar come miglior film, regia, miglior film internazionale e per la sceneggiatura originale.                      L’urlo di gioia del regista e del cast all’annuncio della vittoria rimarrà nella memoria collettiva, assieme al fatto che per la prima volta nella storia degli oscar, un film straniero ha vinto.                Joaquin Phoenix si è portato a casa l’oscar come miglior attore protagonista per l’incredibile interpretazione di Joker nel film di Todd Phillips e Renee Zellweger ha vinto l’oscar come miglior attrice protagonista per l’intesa prova in Judy, biopic di Judy Garland.                                                                                  Il miglior attore non protagonista è Brad Pitt per il ruolo in “C’era una volta a…Hollywood di Quentin Tarantino” e a Laura Dern è la miglior attrice non protagonista per “Storia di un matrimonio”.

Molte le curiosità sulla notte degli Oscar, ad esempio l’arrivo sul palco di Eminem, il rapper che nel 2003 aveva vinto l’oscar per la miglior canzone originale “Lose Yourself”, composta per il film 8 Mile in cui recitò assieme a Brittany Murphy e Kim Basinger, non aveva mai ritirato il premio, lo ha fatto 17 anni dopo cantando proprio “Lose Yourself” dal palco del Dolby Theatre.

Altra curiosità l’oscar ricevuto dagli Obama per il miglior documentario “American Factory” prodotto dalla loro casa di produzione la Higher Ground.

E poi l’elegante azione di protesta di Natalie Portman che ha reso omaggio alle donne registe snobbate in questa edizione degli oscar, indossando un mantello che portava ricamato sui bordi i nomi delle registe non prese in considerazione dall’Academy per le nomination.

Emozionante l’omaggio a Kobe Bryant da parte di Spike Lee, che ha indossato uno smoking color viola e oro con il numero 24 applicato sulla giacca.   Spike da sempre fan del basket, già nel 2009 aveva diretto il documentario “Kobe: Doin’ Work” sulla celebre etica del lavoro della star dei Lakers, e le parole che ha dedicato all’amico scomparso tragicamente due settimane fa hanno commosso la platea  “Tributo, onore, omaggio”, ha detto  il regista, <<Kobe manca a tutti>>.

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