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Lemmy Kilmister: in arrivo il biopic sul leader dei Motörhead

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Quando si parla di musica, e di arte in generale, ci sono artisti in grado di segnare generi ed epoche. Il pop, ad esempio, non sarebbe mai diventato il fenomeno globale che è oggi senza gruppi come i Depeche Mode. Il rock and roll non avrebbe mai conquistato i cuori di milioni di appassionati senza esponenti come i Rolling Stones. E il metal, forse, non avrebbe mai ottenuto una tale esposizione mediatica senza i Motörhead, fondati e guidati per quarant’anni dal loro cantante e leader Lemmy Kilmister.

La notizia di un biopic sul frontman di questo glorioso gruppo è dunque meravigliosa per tutti i fan della band, che non vedono l’ora di assistere al racconto della vita di uno dei musicisti più influenti della sua generazione.

Il documentario sarà diretto da Greg Oliver, che nel 2010 aveva già diretto un film su Kilmister, e si chiamerà Lemmy. Seguirà la vita del leader dei Motörhead, il periodo trascorso a Stoke-on-Trent, suo luogo di nascita, la sua esperienza come roadie per Jimi Hendrix, il suo contributo come membro del gruppo rock psichedelico Hawkwind e, ovviamente, gli eventi che hanno portato alla fondazione dei Motörhead. 

Il film, che dovrebbe essere portato a Cannes da VMI Worldwide, verrà scritto da Medeni Griffiths e vedrà la partecipazione, anche in questo caso, del regista Greg Olliver. Il ruolo di produttori esecutivi, invece, dovrebbe spettare a Todd Singerman e Steffan Chirazi, i celebri manager dei Motörhead. La data di inizio della produzione è fissata per l’inizio 2021 ma non c’è ancora nulla di definitivo.

A dare degli spunti interessanti su quanto possiamo aspettarci dal film è stato lo stesso Greg Oliver, dichiarando come tutto quello che abbiamo sentito su Lemmy Kilmister e su quanta influenza abbia avuto sulla musica sia indubbiamente vero. Oliver ha poi proseguito l’intervista rilasciata alla rivista americana Deadline soffermandosi sulle tante voci che vedevano Kilmister condurre una vita sregolata, all’insegna del vizio. Tutto parzialmente vero, secondo il regista, che ci ha però tenuto a sottolineare come dietro questa immagine si nascondesse un uomo sì complicato ma soprattutto visceralmente innamorato di quella musica che non ha mai smesso di voler creare.

Oltre a Greg Oliver anche Singerman e Chirazi hanno voluto soffermarsi sull’opera che va delineandosi e hanno sottolineato quanto questa voglia raccontare una storia di un’importanza culturale imponente. D’altronde, i Motörhead sono ampiamente considerati come il punto di partenza per band come i Metallica, i Megadeth e gli Anthrax e anche i Foo Fighters, il cui frontman Dave Grohl fu molto vicino proprio a Kilmister.

La popolarità della band si deve a brani e album che, come già detto, hanno scritto la storia dell’industria musicale. Tra i più grandi successi di Kilmister figura certamente Ace of Spades, scritta con la collaborazione di Eddie Clarke e Phil Taylor e universalmente riconosciuta come uno dei brani musicali più famosi tra quelli ispirati al mondo del gioco. 

Come dimenticare, poi, Overkill, la canzone che forse più di ogni altra ha messo in mostra le straordinarie capacità di scrittura dei Motörhead e in particolare del trio formato dallo stesso Kilmister, Clarke e Taylor. 

Parlando invece dei tratti distintivi del gruppo, Orgasmatron è forse il pezzo che meglio li esibisce. Tratta dall’omonimo album, pubblicato nel 1986, la canzone colpisce per il suo sound puramente metal e per il suo testo coraggioso, a tratti volgare ma perfettamente il linea con la voglia dei Motörhead di uscire dagli schemi.

Impossibile poi non citare Motörhead, singolo che ha dato inizio alla gloriosa storia durata quattro decenni. Ironicamente, questo fu anche l’ultimo brano composto da Kilmister durante la sua esperienza con gli Hawkind e in maniera sfacciata sottolinea le ragioni dell’abbandono del cantante, in pieno stile Motörhead.

Era il lontano 1975 quando Lemmy Kilmister fondava una delle band più famose della storia della musica, guidandola verso il successo planetario. E oggi, a distanza di più di quarant’anni, siamo tutti in trepidante attesa di ammirare il ritratto di questo glorioso ed eccentrico artista.

 

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