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Il comparto del Giochi è in forte pericolo. Ceotto (Fisascat Cisl) chiede l’apertura di un tavolo di crisi

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Il settore del gioco d’azzardo in Italia ed i suoi lavoratori stanno attraversando un periodo a dir poco incerto a causa dei provvedimenti presi dal Governo per contrastare la piaga della dipendenza dal gioco d’azzardo.

Con il Decreto Dignità, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 12 luglio 2018, il Governo, tra le altre cose, ha proibito ogni tipo di pubblicità a tutti gli operatori del settore fatta eccezione per i giochi statali come la Lotteria nazionale e la Lotteria dei corrispettivi che partirà dal 2020. Inoltre, sono stati previsti nella nuova Manovra Finanziaria 2018, al momento rigettata dall’Unione Europea, aumenti delle tasse per Awp e Vlt.

Non ultimo il tentativo di alcune Regioni di approvare normative che prevedono lo spostamento fisico delle attività nelle quali si pratica il gioco d’azzardo ai fini di un distanziamento da attività indicate come sensibili come scuole e parchi giochi.

L’opinione di Mirco Ceotto (Fisascat Cisl)

Mirco Ceotto, segretario nazionale Fisascat Cisl, ha dichiarato in una intervista rilasciata a Gioco News che quello della retroattività delle norme, adottate da alcune Regioni, che prevedono l’allontanamento fisico delle imprese del gioco d’azzardo da luoghi ritenuti sensibili sia un problema molto grave per le aziende stesse. Ed espone anche la sua forte titubanza nei confronti dell’effettiva diminuzione della dipendenza dai giochi d’azzardo evidenziando la possibilità concreta dell’aumento, proprio nei pressi di queste attività sensibili, del gioco illegale, spesso nelle mani di vere e proprie organizzazioni criminali, a causa dell’assenza di strutture ricettive legali.

In caso di applicazione di tali leggi, le aziende del comparto gioco d’azzardo sarebbero inevitabilmente costrette a ridimensionarsi pertanto Mirco Ceotto intende chiedere al ministro dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, nonché Vicepresidente del Consiglio dei ministri Luigi Di Maio, l’apertura di un tavolo di crisi per il settore del gioco d’azzardo legale. Tale iniziativa sarebbe volta ad esaminare le conseguenze, in termini di occupazione nel settore, che i provvedimenti sul gioco legale potrebbero avere. I numeri parlano chiaro e la perdita di posti di lavoro potrebbe essere enorme visto che gli impiegati stimati sono circa centocinquantamila, cinquantamila sono i lavoratori di tutto l’indotto e sono i quattromila dipendenti. Per evitare questa grande preoccupazione Fisascat Cisl, insieme a Filcams Cgil e UIltucs si sono unite nella richiesta del tavolo di crisi.

Il supporto degli altri sindacati

Ovviamente anche i sindacati sono d’accordo con la necessità di contrastare l’insorgere della ludopatia ritenendola un vero e proprio danno per chi ne è affetto e per le loro famiglie, ma non pensano che ostacolare il gioco d’azzardo legale possa arginare il problema. È necessario ostacolare gli eccessi ed impegnarsi nel fronteggiare l’illegittimità e le attività illegali, purtroppo controllate spesso dalla criminalità, prestando molta attenzione all’espandersi di nuove dinamiche di gioco come quello online accessibile da tablet e cellulari. Questo dovrebbe essere l’obiettivo primario ai fini di debellare la piaga dell’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante la consapevolezza della gravità delle conseguenze, come definita dal Ministero della Salute, che conta in Italia numeri come 400mila giocatori problematici.

Una cosa è indubbia e cioè che la stabilità dell’occupazione della filiera del gioco d’azzardo legale è in forte pericolo.

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