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Depuratori d’acqua: come sceglierli, come installarli e come mantenerli efficienti

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Si fa presto a dire depuratori d’acqua. Un tipo di accessorio che specie in Veneto dopo lo scandalo Pfas, sta tornando particolarmente in auge. Sul sito specializzato in arredamento www.lionshome.it c’è una vasta gamma di questi accessori. Ma come orientarsi in tutta questa serie di sistemi di filtraggio per rendere più sicura l’acqua del rubinetto della cucina?

La prima regola è quella di effettuare acquisti presso siti europei come appunto quello in questione o comunque, fuori dal mondo online, rivolgersi a rivenditori certificati ed autorizzati. Quanto all’installazione, esistono online una serie di tutorial piuttosto precisi ed affidabili per coloro che hanno già qualche rudimento di idraulica. Ma onde evitare spiacevoli contrattempi con l’acqua in cucina e danni magari ai mobili, forse almeno per la fase dell’installazione converrebbe chiamare un idraulico che sappia il fatto suo. Un altro paio di maniche invece la periodica sostituzione dei filtri e delle membrane, attività piuttosto semplice e che si può condurre in autonomia. Occorre peraltro essere parecchio precisi e costanti in questa attività poichè tanto sono utili i sistemi di purificazione dell’acqua in cucina per abbattere calcare e sostanze sgradevoli e potenzialmente dannose da ciò che si usa per cucinare e tanto gli stessi filtri, abbandonati a sè stessi, possono diventare in caso di errata o del tutto assente manutenzione, un ricettacolo di batteri e muffe. Quindi la regola di base è sempre la stessa: se pensate di installare un impianto di filtraggio siate pronti almeno una volta ogni 90 giorni, a cambiare ciò che c’è da manutenere in maniera da avere un filtraggio sempre ottimale e utile per la salute.
Federcontribuenti, associazione che difende i consumatori dalle truffe, lancia l’allarme circa venditori porta a porta e call center che diffondono ingiustificati allarmi. La premessa è sempre la stessa: ”l’acqua che esce dal rubinetto è inquinata, contiene sostanze che mettono in pericolo la vostra salute, non bevetela”.

Qualche venditore privo di scrupoli e pagato a percentuale procura allarme dando a sproposito numeri sull’aumento delle malattie cardiovascolari o casi di cancro dando la colpa alle acque che escono dal rubinetto. ”Lo scopo è vendere quindi individuato il punto debole del possibile acquirente e ci si aggrappano fino alla firma del contratto. Gli impianti venduti possono costare fino a 3.000 euro, dopodiché nulla più si saprà sulla azienda venditrice con il rischio di ritrovarsi a bere un’acqua resa distillata e priva quindi di tutti i principi salutari oltre che a rischio batteri. Oppure l’impianto è in comodato d’uso, in questo caso il guadagno arriva o dalle manutenzioni obbligate nel corso dell’anno o ad un determinato numero di filtri da acquistare sempre nel corso dell’anno”.

Parlano di depurare l’acqua eliminando sostanze cancerogene o radioattive, cloro e salinità: ”l’acqua deve contenere un giusto” quantitativo di sali, ciò che sicuramente non presenta un’acqua osmotizzata. Se avete dubbi sull’impianto che avete acquistato o se non riuscite a recedere da un contratto contattateci pure”.

Esistono numerosi indagini su questi impianti di filtraggio e tutti concordano sul mettere in guardia il consumatore, ”invitiamo chi di dovere – conclude il Presidente della Federcontribuenti Marco Paccagnella – a tutelare i consumatori contro queste pratiche commerciali scorrette ai limiti della truffa”.

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