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Casinò di Venezia tra rilancio e scioperi al via il piano da 4 milioni di euro

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Tra milioni di euro e milione di problemi il Casinò di Venezia: la buona posizione non basta più da quando si può giocare anche online. Ed inoltre proprio i giochi online hanno reso migliore la strategia roulette poker e balck jack per migliaia di giocatori che arrivano al tavolo verde molto più agguerriti ed esperti di prima. Ed allora via ad un piano di investimenti da quattro milioni di euro da realizzarsi in tempi strettissimi, ma via anche alle polemiche. Andiamo a vedere prima il bicchiere mezzo pieno: arrivano buonissime notizie infatti per la casa da gioco di terraferma a due passi dall’aeroporto, cioè a Ca’ Noghera. E’ di pochi giorni fa infatti il via libera ad un maxi intervento, da parte del Consiglio comunale, che prevede un ampliamento effettivo di circa 1500 metri quadri su tre piani andando, tra le altre cose, a realizzare una nuova area privé per i clienti Vip. Al contempo, il progetto prevede il rinnovo completo dell’area accoglienza clienti e la realizzazione dei nuovi punti ristoro. Oltre a ciò verrà realizzata una terrazza sul tetto dell’area oggetto di ampliamento per l’organizzazione di eventi, e costruito un nuovo parcheggio dedicato alla clientela con la sistemazione delle aree verdi circostanti.

«Un progetto che viene da lontano pichè la procedura è stata avviata nel 2017 con il voto favorevole del Consiglio comunale e che si è conclusa in questi giorni con la scelta, da parte del Consiglio di amministrazione della Casa da Gioco, dell’affidamento dei lavori al raggruppamento Cev – So.Ge.di.Co, che si è aggiudicato la commessa con un ribasso d’asta di 200 mila euro sui 4 milioni previsti di lavori e un ribasso di 90 giorni rispetto al tempo previsto di esecuzione dei lavori, stimato in un anno – spiega l’assessore alle Partecipate Michele Zuin -. Tutto questo ci consentirà di completare i lavori entro il mese di aprile del prossimo anno data nella quale riusciremo a restituire alla città una struttura completamente risistemata e rispondente alle più moderne caratteristiche delle Case da Gioco a livello internazionale».

Ed ora la parte tutt’altro che semplice da sbrogliare della matassa: da oggi infatti per una settimana, e che settimana visto che in mezzo c’è anche il weekend della festa del 2 giugno, i lavoratori della casa da gioco, anzi delle case da gioco visto che sono due, entrano in agitazione.

“Dopo mesi di faticosa trattativa volta a ridare ai lavoratori della Casa da gioco un contratto di lavoro, pare ormai evidente la mancanza di volontà della controparte di addivenire a un positivo esito del negoziato”. Lo scrivono tutte le principali organizzazioni sindacali attive al Casinò di Venezia nel comunicato sindacale nel quale danno conto delle motivazioni che le hanno indotte a proclamare lo sciopero di tutti i settori e reparti di un’ora e trenta minuti alla fine di ogni turno di ogni giornata lavorativa dal 29 maggio al 5 giugno, oltre che lo sciopero di qualsiasi prestazione straordinaria e aggiuntiva dal 31 maggio al 30 giugno.

I sindacati ritengono che “le modalità e i tempi di convocazione del tavolo negoziale (incontri distanti l’uno dall’altro e spesso troppo brevi perché possano avere efficacia), la gestione dello stesso (la trattativa, nella concezione della Proprietà, è spesso solo virtuale), i continui fraintendimenti (difficili da considerare sinceri), sono solo alcuni dei motivi che hanno di fatto procrastinato sine die la conclusione delle trattative.

Insomma le sigle sindacali, tranne la SGB, contestano alla proprietà un’assenza quasi totale di impostazione al dialogo. Di qui, inevitabile agli occhi dei sindacalisti, la prospettiva dell’astensione dallo straordinario ed addirittura dal lavoro per un’intera settimana. Chi la spunterà? Ci sarebbe da scommetterci.

 

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